Magellano, Carpaccio, Franco Maria Ricci… e Ritorno al Futuro! Inoltre, ci sono delle misteriose “Undicimila Vergini”.
La chiave di tutto è una data: il 21 ottobre.
Guarda l’arte da un punto di vista insolito, mescolando scienza, libri, e cultura pop.
Questa è Sale d’Arte.
Facciamo un percorso tortuoso: partiamo dalla Terra del Fuoco e arriviamo a Carpaccio, passando per un libero e un ponte. Alla fine parleremo anche di un film degli anni ’80, molto popolare.
Partiamo dalla Terra del Fuoco: la parte più meridionale del continente americano, un luogo estremo. Questa terra è la protagonista di un libro, non un libro qualunque, ma uno appartenente alla collana “I viaggi impossibili” edito da Franco Maria Ricci.
Franco Maria Ricci, eleganza dei libri
Qui scoprite che Bodoni era una persona, non solo una font
L’editore e collezionista d’arte Franco Maria Ricci, fece una scelta molto particolare: pubblicare pochissimi libri, ma davvero stupendi, con la copertina di seta e le pagine in carta di Fabriano impreziosite dalla filigrana. Inoltre, usava soltanto Font Bodoni. Perché? Perché la casa editrice è a Parma.
Sapete chi altro viveva a Parma nel Settecento? Proprio il signor Bodoni, che è esistito veramente e fu l’inventore di uno dei font più eleganti di sempre. Probabilmente l’avete visto molte nel menu a tendina della scelta delle font.
Quindi questa collana è dedicata ai luoghi estremi, lontani, remoti.. E questo libro contiene, oltre a delle illustrazioni bellissime, tre saggi di esploratori che sono veramente andati in questo luogo. Curiosità: nelle ultime pagine sono dedicate ad “piccolo dizionario italiano ad uso dei viaggiatori e delle persone colte”. È scritto proprio così.
Magellano nomina il “Capo delle 11 Mila Vergini”
Nell’introduzione di questo libro possiamo leggere: “dopo un viaggio burrascoso, la flotta, ridotta a quattro navi, scorse, il 21 ottobre 1520, un capo che Magellano battezzò delle 11.000 Vergini.
Perché delle 11 Mila vergini? Cosa significa questo numero così insolito?
Cos’hanno in comune l’esploratore Magellano e il pittore Carpaccio
Andiamo per un attimo a Venezia e dedichiamo un po’ di attenzione al quadro che rappresenta il sonno di Sant’Orsola. Appartiene alle Gallerie dell’Accademia ed è uno dei più bei quadri di intimità domestica. Orsola è rappresentata come una ragazza addormentata nel suo letto a baldacchino, con la mano accanto al viso, dettaglio molto commovente. C’è anche un angelo nella stanza: è lì per annunciarle il suo futuro martirio.
Nota: Fa parte del ciclo di Sant’Orsola, ma attualmente il ciclo non è esposto al completo, a causa di alcuni lavori nel Museo.
Questa è, in breve, la storia: Orsola è una principessa cristiana fidanzata con un principe pagano. Per il suo matrimonio richiede, oltre alla conversione di lui, anche un lungo viaggio che comprende un pellegrinaggio a Roma. Siccome era una principessa viaggiava con un seguito molto, molto nutrito! Il seguto era infatti composto da… 11.000 vergini.
Abbiamo finalmente trovato le 11 mila vergini! E quindi cosa c’entra Magellano?
La chiave è nel giorno: il 21 Ottobre
Secondo la tradizione, Sant’Orsola e le 11.000 vergini vengono tutte martirizzate nello stesso giorno, ovvero il 21 ottobre, giorno che è stato quindi dedicato alla Santa stessa. Magellano, arrivando proprio il 21 ottobre, sceglie di dedicare questo capo alle 11.000 Vergini, e ancora oggi si chiama Cabo Virgenis.
Un po’ di Cultura Pop
Il 21 Ottobre è anche la Giornata dedicata a Ritorno al Futuro
Chissà se la triste sorte delle 11.000 Vergini abbia ispirato il film della Coppola “Il giardino delle vergini suicide”?
Non è dato saperlo, tuttavia rimaniamo nell’argomento film, perchè il 21 ottobre è curiosamente legato ad un pezzo assolutamente cult: Ritorno al Futuro.
Il 21 ottobre e anche il Back to the Future Day, il giorno internazionale di Ritorno al Futuro. E c’è un motivo: infatti quando Marty McFly viaggia nel futuro, atterra il proprio il 21 ottobre del 2015. Quindi il futuro è nel passato, ovvero dieci anni fa.
n fondo, anche l’arte è una macchina del tempo: ci permette di vedere aspetti del passato che altrimenti sarebbero scomparsi: architetture, interni delle case, acconciature, costumi, volti. Continuate a viaggiare nel tempo, con uno sguardo insolito e con Sale d’Arte
E oggi Film compie 40 anni!
L’arte è una macchina del tempo!
In fondo, anche l’arte è una macchina del tempo: ci permette di vedere aspetti del passato che altrimenti sarebbero scomparsi: architetture, interni delle case, acconciature, costumi, volti. Continuate a viaggiare nel tempo, con uno sguardo insolito e con Sale d’Arte.


